Servizio Prevenzione e Protezione

Incarico di RSPP-Esterno

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Anni di esperienza

Grazie ai 26 anni di esperienza il nostro Professionista "interno" assume l’incarico di "RSPP-Esterno" Responsabile del Servizio di Prevenzione e Protezione-Esterno diventando il Consulente per il Datore di lavoro dell'Azienda Cliente così si il ha diritto ad essere supportati nelle diverse questioni legate alla salute e sicurezza sul lavoro e, al tempo stesso, assolvendo a tutti i compiti previsti dal Servizio Prevenzione e Protezione.
In questo modo si ha il vantaggio economico della gestione della Salute e Sicurezza sul Lavoro, senza dover gestire internamente i compiti del Servizio di Prevenzione e Protezione dai Rischi Professionali, del suo rispettivo Responsabile "RSPP" e degli eventuali Addetti al "SPP".

Liberarsi dal peso degli adempimenti in materia di salute e sicurezza sul lavoro, adesso è possibile!
Affidando proprio a noi esperti la gestione del tuo Servizio di Prevenzione e Protezione.

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Un ruolo centrale per la sicurezza sul lavoro in azienda

Cosa comprende il nostro incarico di RSPP-Esterno

Servizio Prevenzione Protezione

Svolgiamo l’incarico di Responsabile Servizio Prevenzione e Protezione esterno prendendoci carico di tutti i compiti del Servizio Prevenzione e Protezione svolgendoli con estrema cura e soprattutto mettiamo il tutto nel Sistema di Gestione.

Ecco cosa facciamo in linea generale:

  • incontri preliminari concordati e programmati con le varie figure della Salute e Sicurezza Aziendale: Datore di lavoro, Dirigente, Medico Competente,  Preposto, Rappresentante dei Lavoratori per la Sicurezza, Addetti all’antincendio, evacuazione ed emergenza, Addetti al Primo soccorso, nonchè con eventuali altre figure se presenti: HSE Manager, Addetti al Servizio Prevenzione e Protezione
  • individuiamo e valutiamo tutti i fattori di rischio ossia i “pericoli”,  nel rispetto della normativa vigente sulla base della specifica conoscenza dell’organizzazione aziendale
  • predisponiamo, per il datore di lavoro in collaborazione con il medico competente, ed altre figure significative ai fini della salute e sicurezza il Documento di Valutazione dei Rischi
  • elaboriamo le misure preventive e protettive di sicurezza e i relativi sistemi di controllo
  • elaboriamo le procedure necessarie per svolgere le varie attività lavorative in tutta sicurezza
  • progettiamo, eroghiamo e gestiamo percorsi informativi e formativi per lavoratori
  • partecipiamo alle riunioni periodiche in materia di tutela della salute e di sicurezza
  • altri compiti che ci vengono assegnati dal Datore di Lavoro o Dirigente
Il Responsabile del Servizio di Prevenzione e Protezione

La nomina RSPP da parte del datore di lavoro è obbligatoria per legge ed è sancita dal D.Lgs. 81/08 art.17 comma 2.  Assegnare questo incarico a una società esterna come il Servizio Prevenzione e Protezione può portare dei vantaggi, per esempio:

  • la competenza dei nostri professionisti in materia di sicurezza sul lavoro offre garanzie sull’efficienza dei processi di sicurezza dell’azienda;
  • i nostri esperti  prendono in gestione la redazione di tutta la documentazione relativa alla sicurezza sul lavoro che le normative vigenti richiedono di presentare, supportando così il datore di lavoro o le risorse interne all’azienda;
  • l’adempimento dell’obbligo della nomina e l’assolvimento dell’RSPP-Esterno  da parte  del nostro Professionista, esonera il datore di lavoro dal: a)  dover identificare un lavoratore interno all’azienda con requisiti professionali adeguati per svolgere l’RSPP; b) dover affrontare le spese di gestione del Servizio di Prevenzione e Protezione dai Rischi Professionali quali: formazione e aggiornamento; risorse umane e strumentali necessarie per il corretto svolgimento delle attività previste;

Il nostro appraccio mirato all'ottimizzazione dei costi e benefici

Gratuitamente in fase conoscitiva prima di emettere il preventivo al fine di ottimizzare costi e benefici potremmo concordare con la persona interessata:

la pianificazione delle attività; eseguire l'analisi dei bisogni espliciti, eseguire la verifica documentale, programmare un Checkup di base, programmare qualche sopralluogo preliminare, varie ed eventuali attività se ritenute opportune da entrambi gli interlocutori "Parte interessata" e "Professionista"

Infine a conclusione delle attività, ci sarà la restituzione da parte nostra di una relazione "report" all'interessato.
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Verifica documenti
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Sopralluoghi
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In circa 2:30' h potresti conoscere il risultato di sintesi dello stato della Salute e Sicurezza della tua Impresa
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Il tempo non è mai abbastanza?

Ma vorresti avere la certezza che sei in regola con gli adempimenti di base in materia di salute e sicurezza sul lavoro?

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Ecco cosa devi fare:

Fase 1- Telefona al numero verde gratuito 800 684886 comunica alcuni giorni e fasce orarie in cui preferisci essere contattato dal professionista esperto in materia di salute e sicurezza sul lavoro;


Fase-2 - Il professionista esperto in materia di salute e sicurezza sul lavoro, ti contatterà telefonicamente in uno dei giorni/fascia oraria comunicata, in questa 2° Fase farai insieme all'esperto, un'analisi preliminare della tua realtà aziendale, durante il colloquio ti dirà la documentazione necessaria che dovrai avere a tua disposizione e programmerete insieme il 2° giorno e l'ora in cui preferisci essere ricontattato per fare il Checkup di base documentale;


Fase-3 - Il professionista esperto in materia di salute e sicurezza sul lavoro, ti ricontatterà telefonicamente
in uno dei giorni/fascia oraria concordata, in questa 3° Fase farai insieme all'esperto, un'analisi documentale della tua realtà aziendale. Ecco come si articola il colloquio, molto semplicemente a domanda rispondi, sulla base dei documenti disponibili in azienda. Così farete insieme il Checkup di base documentale, per scoprire il livello preliminare di sicurezza della tua azienda.

Fase-4 - Ti invieremo un report del risultato ottenuto.

Alla fine non ti costerà nulla e potresti avere la certezza che sei in regola con gli adempimenti in materia di salute e sicurezza sul lavoro! In alternativa ti invieremo un preventivo senza impegno da parte tua per un programma di miglioramento.
1° FASE
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Attendi il giorno della 2° telefonata rispondi alle domande:

2° Telefonata durata:
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Il RSPP (Responsabile del Servizio di Prevenzione e Protezione) è una delle figure chiave della sicurezza sul lavoro, coordina il servizio di prevenzione e protezione previsto dall’art. 2, lettera l, del D.Lgs. 81/08 smi.

Il RSPP viene designato direttamente dal datore di lavoro, che peraltro non può in alcun modo delegare tale nomina (come previsto dall’Art 17 del D.Lgs. 81/08 smi). In particolare, la considerazione che l’art. 31 del D.Lgs. 81/08 si esprime nel senso che il datore di lavoro designa il responsabile – che deve avere le capacità ed i requisiti di cui all’art. 32 del D.Lgs. n. 81/2008 – tra coloro cui sono affidati i compiti del servizio di prevenzione e protezione, fa ritenere che, qualora questo debba essere “interno” all’azienda o all’unità produttiva, lo debba essere anche il responsabile.

Inoltre anche nel caso che il servizio di prevenzione e protezione debba essere interno, il datore di lavoro può avvalersi di persone esterne all’azienda in possesso delle conoscenze necessarie per integrare l’azione di prevenzione e protezione.

Se la capacità dei dipendenti all’interno dell’azienda ovvero dell’unità produttiva è insufficiente, il Datore di lavoro può far ricorso a persone o servizi esterni, previa consultazione del rappresentante dei lavoratori per la sicurezza”.

Altro aspetto importante è la forma con cui viene nominato il RSPP. Infatti è ormai noto che non basti la così detta prova testimoniale della nomina del RSPP, ma questa deve avvenire con documento ufficiale recante data certa (come rilevato da una sentenza della Cassazione n. 43840 Sez. III del 5 Novembre 2008).

Il nostro supporto per il Datore di lavoro dell’impresa cliente è da intendere completo, e comprende anche tutta la documentazione necessaria per l’affidamento dell’incarico di RSPP-Esterno:

– Designazione del RSPP-Esterno;

– Consultazione del Rappresentante dei Lavoratori per La Sicurezza;

– Apposizione della Data Certa sulla Designazione del RSPP-Esterno, con valore legale;

– Disciplinare dell’incarico a garanzia per il Datore di lavoro nel rispetto delle attività da svolgere.

Come previsto dall’ALLEGATO II di seguito si riportano i casi in cui è consentito lo svolgimento diretto da parte del Datore di Lavoro dei Compiti previsti

1. Aziende artigiane e industriali (1) …… fino a 30 lavoratori
2. Aziende agricole e zootecniche ……… fino a 30 lavoratori
3. Aziende della pesca ……………………….. fino a 20 lavoratori
4. Altre aziende …………………………………. fino a 200 lavoratori
(1) Escluse le aziende industriali di cui all’art. 1 del decreto del Presidente della Repubblica 17 maggio 1988, n. 175, e successive modifiche, soggette all’obbligo di dichiarazione o notifica ai sensi degli articoli 4 e 6 del decreto stesso, le centrali termoelettriche, gli impianti ed i laboratori nucleari, le aziende estrattive e altre attività minerarie, le aziende per la fabbricazione ed il deposito separato di esplosivi, polveri e munizioni, le strutture di ricovero e cura sia pubbliche sia private.

Articolo 34 – Svolgimento diretto da parte del datore di lavoro dei compiti di prevenzione e protezione dai rischi

1. Salvo che nei casi di cui all’articolo 31, comma 6, il datore di lavoro può svolgere direttamente i compiti propri del servizio di prevenzione e protezione dai rischi, di primo soccorso, nonché di prevenzione incendi e di evacuazione, nelle ipotesi previste nell’ALLEGATO II dandone preventiva informazione al rappresentante dei lavoratori per la sicurezza ed alle condizioni di cui ai commi successivi.
1-bis. Comma abrogato dall’art. 20, comma 1, lett. g), d.lgs. 14 settembre 2015, n. 151 (G.U. n. 221 del 23/09/2015 – S.O. n. 53), in vigore dal 24/09/2015);
2. Il datore di lavoro che intende svolgere i compiti di cui al comma 1, deve frequentare corsi di formazione, di durata minima di 16 ore e massima di 48 ore, adeguati alla natura dei rischi presenti sul luogo di lavoro e relativi alle attività lavorative, nel rispetto dei contenuti e delle articolazioni definiti mediante Accordo in sede di Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le Regioni e le Province autonome di Trento e di Bolzano, entro il termine di dodici mesi dall’entrata in vigore del presente decreto legislativo. Fino alla pubblicazione dell’Accordo di cui al periodo precedente, conserva validità la formazione effettuata ai sensi dell’articolo 3 del decreto ministeriale 16
gennaio 1997, il cui contenuto è riconosciuto dalla Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le Regioni e le Province autonome di Trento e di Bolzano in sede di definizione dell’Accordo di cui al periodo precedente.
2-bis. Il datore di lavoro che svolge direttamente i compiti di primo soccorso nonché di prevenzione incendi e di evacuazione deve frequentare gli specifici corsi formazione previsti agli articoli 45 e 46.51

3. Il datore di lavoro che svolge i compiti di cui al comma 1 è altresì tenuto a frequentare corsi di aggiornamento nel rispetto di quanto previsto nell’Accordo di cui al precedente comma52. L’obbligo di cui al precedente periodo si applica anche a coloro che abbiano frequentato i corsi di cui all’articolo 3 del decreto ministeriale 16 gennaio 1997(N) e agli esonerati dalla frequenza dei corsi, ai sensi dell’articolo 95 del decreto legislativo 19 settembre 1994,n. 626.

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Il RSPP deve avere una serie di requisiti, ben specificati dall’art. 32 del D.Lgs. 81/08 smi, e proprio in questo senso, potrebbe essere utile rispondere al seguente quesito: può sussistere una culpa in eligendo in capo al datore di lavoro che pure abbia nominato un RSPP che abbia i requisiti e le capacità previsti dall’art. 32, per non aver valutato altri elementi che possono comunque giocare un ruolo in termini di effettività in relazione alla predisposizione del Servizio di Prevenzione e Protezione?

Il quesito sorge perchè nel D.Lgs. 81/08 sono solo due le figure giuridiche per le quali il legislatore prevede una qualificazione soggettiva: una è il medico competente, l’altra proprio il RSPP. Per questo può esserci, per il datore di lavoro, il rischio di non scegliere correttamente una delle due figure citate, non controllando in modo idoneo i requisiti.

L’art 32 non sembrerebbe però lasciare troppo spazio ad un’interpretazione che sostenga la necessità sul piano giuridico che il datore di lavoro nel nominare il RSPP identifichi e valuti anche ulteriori elementi, oltre a quelli previsti dall’art. 32, la cui sussistenza possa essere ritenuta, sulla base dell’effettività e caso per caso, un presupposto necessario atto a garantire la reale “capacità” di un soggetto di far fronte ad un ruolo che è sostanzialmente un ruolo consulenziale, un ruolo professionale, interno o esterno che sia.

Parlando di RSPP è inevitabile citare anche la delega di funzioni in materia di sicurezza sul lavoro.

In particolare, è delegabile l’obbligo di designare gli addetti al servizio di prevenzione e protezione, ma non anche quello di designare il relativo responsabile (art. 17, lett. b), D.Lgs. 81/08).

La Cassazione, sul punto, ha chiarito che in materia di prevenzione degli infortuni sul lavoro (già prima del D.L.gs. 81/08) il datore di lavoro non poteva delegare, neanche nell’ambito di imprese di grandi dimensioni l’attività di valutazione dei rischi per la salute e la sicurezza del lavoratore e la designazione del responsabile del servizio di prevenzione e protezione dei rischi (Sez. IV, 23 marzo 2012, n. 11425).

A quest’ultimo il datore di lavoro che non sia nelle condizioni di svolgere direttamente i compiti propri del servizio prevenzione e protezione all’interno dell’azienda “… è tenuto a dare incarico ad altri per lo svolgimento in concreto di tali compiti, assicurandosi che gli incaricati siano in numero sufficiente, possiedano la capacità necessaria e dispongano di mezzi e di tempo adeguati per lo svolgimento dei compiti loro assegnati …” (Sez. IV, 22 gennaio 2001, n. 514).

Sul punto, in ogni caso, non appare superfluo precisare che il servizio in discorso  e soprattutto il suo responsabile svolge un ruolo di consulenza per il datore di lavoro e non già un ruolo sostitutivo di quest’ultimo.

Ancora, il Supremo collegio ha precisato che “… il responsabile del servizio di prevenzione e protezione, di cui all’art. 8 del D.Lgs. n. 626/1994, a norma dell’art. 9 dello stesso decreto – disposizioni confluite negli artt. 31 e 33, D.Lgs. 81/08 – è utilizzato dal datore di lavoro per compiti di valutazione dei fattori di rischio, di individuazione delle misure prevenzionistiche, di informazione e formazione dei lavoratori” (Sez. IV, 12 luglio 2001, n. 28153).

Vero è che il RSPP è un mero consulente del datore di lavoro (Sez. IV, 10 giugno 2009, n. 23929), e che la nomina del RSPP non esonera affatto il garante dalla penale responsabilità, ma, tuttavia, si può verificare l’ipotesi non infrequente che il responsabile per la sicurezza, esuberando dai propri compiti di consulenza, fornisca indicazioni operative inadeguate o manchi di approntare specifici progetti d’intervento volti ad assicurare la sicurezza delle condizioni lavorative, il c.d. RSPP può essere ritenuto penalmente responsabile senza che ciò determini un esonero di responsabilità del garante principale (Sez. IV, 11 giugno 2013 n. 25647).

Nell’ottica del legislatore, il RSPP deve quindi assumere un ruolo “puro”, quale soggetto consulente del datore di lavoro, evitando l’assunzione di compiti operativi, pena la creazione di una figura “ibrida” che comporta inevitabilmente l’attribuzione di più ampie responsabilità in capo al medesimo.
Il responsabile e gli addetti al servizio di prevenzione e protezione che siano dipendenti dal datore di lavoro del resto non possono subire pregiudizio a causa dell’attività svolta (art. 31, D.Lgs. 81/08) ed, inoltre, devono disporre di mezzi e di tempo adeguati per lo svolgimento dei compiti loro assegnati.

Per tale ragione, la ratio legis è nel senso di garantire al soggetto RSPP la massima autonomia possibile nell’espletamento dei suoi compiti: ciò spiega, quindi, il perché, ove la funzione sia svolta in contemporanea con altre che comportano l’assunzione di responsabilità gestionali, il RSPP è chiamato a rispondere penalmente.

Si è affermato, a tal proposito, in giurisprudenza che è configurabile la responsabilità del soggetto designato quale RSPP aziendale che, di fatto, assuma il ruolo di coordinatore per l’esecuzione dei lavori (Sez. IV, 4 maggio 2012, n. 16892).

Sorge a questo punto spontaneo un quesito: esiste una responsabilità penale diretta del RSPP? Non sono previste specifiche sanzioni penali a carico degli addetti e del responsabile del servizio di prevenzione e protezione.

Ciò non toglie, secondo la più diffusa opinione, che essi potrebbero essere chiamati a rispondere di concorso nel reato di omicidio colposo o lesioni personali colpose che si siano verificati anche a causa della violazione dei compiti ad essi attribuiti dalla legge. Tale impostazione è condivisa dalla giurisprudenza di legittimità secondo cui – pur essendo innegabile che i componenti del servizio aziendale di prevenzione, essendo considerati dei semplici ausiliari del datore di lavoro, non possono essere chiamati a rispondere direttamente del loro operato, perché difettano di un effettivo potere decisionale – ciò pur tuttavia non esclude che il responsabile del servizio di prevenzione e protezione possa essere chiamato a rispondere, anche penalmente, per lo svolgimento della propria attività (giurisprudenza costante: Sez. IV, 15 febbraio 2007, n. 15226; Id., 4 aprile 2007, n. 39567; Id., 23 aprile 2008, n. 25288; Id., 20 agosto 2010, n. 32195; Id., 27 gennaio 2011, n. 2814).

Il RSPP, dunque, pur in assenza di una previsione normativa di sanzioni penali a suo specifico carico, qualora, agendo con imperizia, negligenza, imprudenza o inosservanza di leggi e discipline, abbia dato un suggerimento sbagliato o abbia trascurato di segnalare una situazione di rischio, inducendo, così, il datore di lavoro, ad omettere l’adozione di una doverosa misura prevenzionistica, risponderà insieme a questi dell’evento dannoso derivatone, essendo a lui ascrivibile un titolo di colpa professionale che può assumere anche carattere esclusivo, ancorché sia privo di poteri decisionali e di spesa, dovendosi presumere che alla segnalazione avrebbe fatto seguito l’adozione, da parte del datore di lavoro, delle iniziative idonee a neutralizzare tale situazione.

Infine c’è da dire che la figura del RSPP è ulteriormente mutata con il nuovo Accordo Stato regioni del 7 luglio 2016, che ne è andato a modificare il percorso formativo e di aggiornamento. Ormai il RSPP è diventato a tutti gli effetti un manager della sicurezza. Infatti le sue competenze non dovranno più essere meramente tecniche ma dovranno essere gestionali, metodologiche, organizzative e progettuali.

Il RSPP deve saper gestire le diverse problematiche della sicurezza sul lavoro, deve saper individuare i rischi e soprattutto deve saper proporre delle misure preventive adeguate ed idonee a ridurre alla fonte tutti i rischi individuati. Non solo, il RSPP deve anche essere in grado di comunicare i rischi ai lavoratori, deve informarli e deve sfruttare le sue competenze per proporre procedure di sicurezza. È evidente la volontà di arrivare sempre più ad un vero e proprio manager della sicurezza.

Proprio per questo sono crescenti le responsabilità di questa figura, e se come già detto non vi siano riferimenti diretti di specifiche sanzioni al RSPP le sue responsabilità sono presenti ed evidenti.

D.lgs. 9 aprile 2008, n. 81
Testo coordinato con il D.Lgs. 3 agosto 2009, n. 106

TESTO UNICO SULLA SALUTE E SICUREZZA SUL LAVORO

Attuazione dell’articolo 1 della Legge 3 agosto 2007, n. 123 in materia di tutela
della salute e della sicurezza nei luoghi di lavoro.
(Gazzetta Ufficiale n. 101 del 30 aprile 2008 – Suppl. Ordinario n. 108)
(Decreto integrativo e correttivo: Gazzetta Ufficiale n. 180 del 05 agosto 2009 – Suppl. Ordinario n. 142/L)

Scarica l’ultima versione aggiornata cliccando qui: TESTO UNICO SULLA SALUTE E SICUREZZA SUL LAVORO

Articolo 17 – Obblighi del datore di lavoro non delegabili
1. Il datore di lavoro non può delegare le seguenti attività:
a) la valutazione di tutti i rischi con la conseguente elaborazione del documento previsto dall’articolo 28;
b) la designazione del responsabile del servizio di prevenzione e protezione dai rischi.

• Art. 17, co. 1, lett. a):
– ammenda da 2.457,02 a 4.914,03 euro se adotta il documento di cui all’articolo 17, comma 1, lettera a), in assenza degli elementi di cui
all’articolo 28, comma 2, lettere b), c) o d), o senza le modalità di cui all’articolo 29, commi 2 e 3 [Art. 55, co. 3]
– ammenda da 1.228,50 a 2.457,02 euro se adotta il documento di cui all’articolo 17, comma 1, lettera a), in assenza degli elementi di cui
all’articolo 28, comma 2, lettere a), primo periodo, ed f) [Art. 55, co. 4]
• Art. 17, co. 1, lett. b): arresto da tre a sei mesi o ammenda da 3.071,27 a 7.862,44 euro [Art. 55, co. 1 lett. b)]

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